Evento |⭐Hospitality Design: progettare i nuovi spazi dell’accoglienza
- 26 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Architettura, tecnologia ed experience stanno trasformando l’hospitality design. I temi emersi durante l’incontro ReGeneration Stories a Milano.
Il’hospitality design, inteso come integrazione tra architettura, tecnologia ed experience, sta ridefinendo il settore alberghiero. Se ne è discusso il 24 febbraio a Milano durante un incontro della serie ReGeneration Stories, ospitato presso la Fondazione Riccardo Catella e organizzato da THE PLAN in partnership con GRAPHISOFT.
L’appuntamento ha riunito progettisti, operatori, investitori e aziende per riflettere su come stanno cambiando i luoghi dell’accoglienza e su quali scelte guideranno il futuro dell’hospitality design.
Il ruolo dell’hospitality design nell’identità dei luoghi
Nel settore hospitality design, la progettazione è sempre più chiamata a interpretare il contesto. In alcuni casi il progetto nasce dal recupero della memoria e dell’identità di un luogo; in altri diventa occasione per introdurre nuovi segni architettonici capaci di dialogare con la città e trasformarsi in punti di riferimento urbani.
Non si tratta solo di costruire hotel, ma di immaginare spazi che generino relazioni, raccontino un territorio e contribuiscano alla sua evoluzione.
Tecnologia invisibile ed esperienza centrale nell'hospitality design
La digitalizzazione negli hotel è ormai parte integrante dell’hospitality design. L’obiettivo non è semplicemente introdurre nuove tecnologie, ma rendere l’esperienza più fluida e intuitiva.
Gestione di luce, clima, servizi e funzioni dell’edificio diventano parte di un ecosistema integrato che semplifica la permanenza degli ospiti e allo stesso tempo supporta il lavoro di chi gestisce la struttura. Quando la tecnologia funziona davvero, quasi non si vede: lavora in sottofondo migliorando comfort, efficienza e operatività.
L’hotel contemporaneo come l'ecosistema aperto
Negli ultimi anni il concetto stesso di hotel sta cambiando. Sempre più spesso le strutture si trasformano in luoghi ibridi, dove ospitalità, ristorazione, lavoro e socialità convivono.
Lobby, ristoranti e aree comuni diventano spazi attraversabili anche da chi non soggiorna nell’hotel, contribuendo a costruire nuove connessioni con il quartiere e con la comunità locale. L’hotel smette di essere un luogo isolato e diventa parte attiva della vita urbana.
Un confronto tra prospettive diverse
L’incontro ha messo attorno allo stesso tavolo punti di vista complementari: progettazione, sviluppo immobiliare, gestione operativa e branding.
Tra i partecipanti:
Martina Martino, Head of Projects Italy, Belmond
Giuseppe Varsavia, Founding & Managing Director, DeTales
Federico Velluti, Head of Hospitality & Alternative Market, Investire SGR
Maurizio Lai, Founder, Maurizio Lai Architects
Daniele Mereu, Hotel Operations Manager, UNA Italian Hospitality
Moderazione a cura di Florian Boje, Founding Partner, Giò Forma Studio.
Il valore del dialogo
Per GRUPPOTRE, momenti di confronto come questo dimostrano quanto sia centrale l’integrazione tra competenze diverse nell’hospitality design. Architettura, tecnologia e gestione operativa devono dialogare fin dalle prime fasi progettuali per creare hotel che siano efficienti, innovativi e capaci di generare valore per la città e gli ospiti.


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