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27/07/2019, 17:18



TOP-della-cucina,-come-scegliere-il-materiale-giusto!


 Devi acquistare una nuova cucina? Scegliere il piano di appoggio del materiale più adatto alle nostre esigenze è fondamentale!



Grande o piccola, classica o moderna, colorata o total white: tutte le cucine hanno un piano che le caratterizza. Il top, oltre a definire l’ambiente e lo stile, è la parte che viene sfruttata di più fra piatti da preparare, ingredienti da appoggiare e utensili da posizionare. Il materiale con cui il piano è realizzato è molto importante perché deve rispondere alle tante esigenze pratiche, pur contribuendo ad arredare con eleganza la cucina.  Analizziamo i materiali del piano cucina più usati per scoprire qual è il più adatto alle nostre esigenze. 


LEGNO: naturale e delicato, se cerchi un’atmosfera calda e accogliente, il legno è la risposta più interessante. Amato per il suo effetto naturale, rende il piano cucina unico e particolare, è però delicato e subisce il passare del tempo perché è un materiale "vivo".  Anche se lavorato per resistere agli urti e all’acqua, richiede attenzione: è sensibile ai graffi, all’umidità e al calore. È consigliabile preferire i legni trattati ad alte temperature (dai 200 °C) perché hanno una resistenza maggiore e un più alto grado di impermeabilità, e optare per le essenze più resistenti, fra cui noce, frassino e rovere. Le venature e i nodi dei legni più naturali e grezzi caratterizzano il materiale.  Va però considerato che il top in legno è uno dei più costosi.  


LAMINATO: igienico e pratico, i laminati sono i materiali più utilizzati per le cucine moderne, rappresentano un’interessante compromesso fra estetica e funzionalità.  Puoi scegliere fra diverse tipologie: pannelli in truciolare o in fibra di legno, più spessi, rivestiti da fogli sottili pressati e ricoperti di resina. Permettono di avere tantissime possibilità di finitura: texture, colore e grado di opacità e lucentezza. Dai costi contenuti, riproducono effetti differenti, garantendo un ottimo risultato finale. Questo materiale, però, è poco resistente al calore: ricorda di non appoggiare sul piano pentole ancora calde! Il consiglio per la manutenzione. Per pulire il piano in laminato, puoi usare detersivo neutro liquido diluito in acqua o concentrato se la superficie è particolarmente sporca. Evita, però, pagliette metalliche, detersivi acidi, o detergenti. 


ACCIAIO: quando i graffi sono permessi Se ami il design industriale o sei uno chef e vuoi che il tuo ambiente ricordi le grandi cucine dei ristoranti, scegli l’acciaio. E per rendere l’atmosfera più calda e confortevole puoi abbinarlo a pensili e dettagli in legno. Se preferisci l’eleganza, scegli di affiancarlo al vetro e alle tonalità più chiare. Minimalista e freddo, è il materiale più igienico. Sopporta il calore, le macchie e gli urti, tuttavia ha una resistenza minima ai graffi. Un piano in acciaio tende a segnarsi con più facilità, ma l’effetto vissuto, in realtà, rappresenta la particolarità che rende il materiale ancora più affascinante. Con il top in acciaio, è possibile saldare piano e lavelli senza che vi siano punti di giunzione visibili che trattengono batteri e polveri. Oltre a praticità e pulizia, garantisce un risultato di grande impatto estetico. 


CORIAN: semplice eleganza Se cerchi una soluzione di grande impatto, il Corian è un’ottima risposta. Deve l’effetto elegante e prezioso alla capacità di essere modellato in tutte le forme perché flessibile e malleabile. Permette di rivestire il piano e i lavelli con lo stesso materiale e un’unica lastra per un risultato molto scenografico oltre che igienico: essendo liscio non presenta fessure dove possa annidarsi lo sporco. 


MARMO: la bellezza delle pietre naturali Cerchi un materiale naturale? Il marmo, insieme al granito, è il più utilizzato. Grazie alle sue variazioni cromatiche, è tanto affascinante quanto pregiato e costoso. A differenza dei materiali composti, le pietre naturali sono porose, poco resistenti alle macchie e i liquidi penetrano facilmente. Il marmo, il più affascinante delle pietre naturali, è anche poco resistente all’umidità. 


LAMINATO STRATIFICATO HPL: L’evoluzione del laminato postformato ha portato alla creazione di un laminato stratificato HPL, top formato da strati di resina termoindurente. Questo tipo di top per cucine eredita tutte le qualità tecniche del laminato postformato, ottimizzando ulteriormente il valore, introducendo nuove, interessanti e funzionali caratteristiche. Tra tutte, spicca l’assoluta impermeabilità che rappresenta il principale vantaggio di questo top che offre la possibilità di realizzare le vasche del lavello integrate, ovviamente con la stessa finitura. Altre caratteristiche innovative di questo top sono rappresentate dalla resistenza agli oli e la resistenza a temperature fino a 180°. Queste tre caratteristiche rendono il laminato stratificato HPL uno tra i top meno delicati e più funzionali nell’intero panorama dei piani di lavoro per la cucina. Una composizione di grande impatto estetico, una soluzione che garantisce continuità, generando un effetto coerente e lineare.


QUARZITE: protagonista la resina Cerchi un materiale chiaro e luminoso? Ti consiglio il quarzo. È formato da materiale naturale (95%) e da resine: una combinazione che garantisce diversi vantaggi, fra i quali elasticità, compattezza e un’alta resistenza agli urti, alle macchie e agli agenti acidi. L’alta percentuale, però, di materiale naturale rende il quarzo soggetto a variazioni di colore per l’esposizione ai raggi del sole e all’umidità.


OKITE: versatile e resistente L’okite, molto simile alla quarzite, è un materiale composto dal 90% di quarzo e il 10% di resine. Puoi sceglierlo per le caratteristiche tecniche: è ancora più resistente del quarzo alle macchie, ai graffi, alle abrasioni, agli agenti acidi, oltre che al calore e all’umidità. È molto igienico e versatile: è disponibile in diversi tipologie di colori e texture, fra cui l’effetto roccia o legno. 


CEMENTO: il materiale del futuro? Il cemento ha conquistato il design: sempre più oggetti d’arredo sono progettati con il cemento. Un’idea originale e moderna che ha raggiunto anche l’ambiente cucina. Oltre ad essere molto di tendenza, è anche un materiale che garantisce un’ottima resistenza a urti e graffi, calore, macchie e umidità. Se, però, non è sigillato in fase di montaggio, col passare del tempo rischia di perdere colore. Il cemento rende l’ambiente importante; è consigliabile nelle stanze ampie e, se utilizzato nei locali più piccoli, è interessante abbinarlo a dettagli e tonalità chiare che rendono visivamente più ampio lo spazio.

FENIX: Anche questo materiale nasce dal laminato postformato e adotta tutte le sue principali caratteristiche, alle quali vanno aggiunte le preziose nuove ricerche sulle nanotecnologie. Materiale con un’elevata resistenza all’usura, il Fenix può contare anche su una capacità di auto-riparazione da micro graffi attraverso l’esposizione al calore (è sufficiente passare sulla zona un ferro da stiro su panno). A questa importante caratteristica funzionale se ne somma una di grande impatto estetico: le resine che ricoprono il top donano una piacevole e particolare sensazione al tatto che lo rendono quasi morbido e anti impronta. Queste peculiarità, insieme a una gamma cromatica completamente rinnovata, classificano il Fenix come uno dei top per cucine più affascinanti, ideali per esaltare l’estetica della vostra cucina moderna.


 
 
26/07/2019, 14:22



Guarda-Come-Bastano-Nuovi-Angoli-Colorati-per-Definire-le-Stanze
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 Un appartamento milanese completamente trasformato, grazie al colore e a pochi ma ben mirati interventi sulla muraturaDi Roberta del Vaglio per Houzz



Un appartamentomilanese, in una palazzina dei primi del ’900, si presentava datato e pocoluminoso. Il desiderio del committente era, dunque, renderlo più contemporaneonello stile, più luminoso e anche più pratico: l’architetto, con pochi ma bencalibrati interventi sulla muratura, ha "liberato" la luce, facendo in modo checircolasse liberamente nel grande spazio giorno e ha usato il colore perscandire le arie funzionali e creare un decor armonico.


Chi ci abita: un giovane professionista
Dove: Milano,zona Isola
Anno di ristrutturazione: 2018
Architetto: Filippo Chiesa Ricotti e Marina Meola per Gruppo Tre Architetti
Superficie: 80 m² con una camera da letto e un bagno
Costo dell’intervento: 50.000 euro, arredi esclusi


Una grande zonagiorno, con doppio affaccio, in cui convivessero gli spazi destinati al lavoro,al relax e alla cucina. È questo il cuore del progetto e di questo appartamentomilanese. Il committente, infatti, non desiderava chiudere con pareti le variearee della grande sala, ma aveva bisogno che ciascuna di esse fosse bendefinita.  


La soluzione individuata dagli architetti èl’utilizzo del colore sulle pareti che, come vediamo in parte in questaimmagine, crea delle sezioni, ciascuna destinata a una diversa attività. Ilverde salvia identifica la zona studio, il bianco il living e il grigio chiarola cucina. 


Il grigio scuro è statoutilizzato per il disimpegno da cui si accede, attraverso porte a filo muro,alle varie stanze della casa. Le porte originali sono state sostituite persoddisfare il desiderio del committente di avere una casa dallo stile piùmoderno.Qui siamo in cucina: inquesta doppia foto è evidente il cambiamento ottenuto con la ristrutturazione:gli impianti sono stati realizzati ex novo, sono stati messi sotto traccia etutto è più ordinato ed essenziale.Il pavimento, come nel resto della casa, adeccezione del bagno, è in parquet di rovere prefinito. 


La cucina, prima deilavori, era un ambiente a sé stante: la parete che la divideva dal salotto èstata abbattuta per ottenere un unico grande spazio in cui lasciare fluire laluce naturale. Gli architetti hanno progettato anche il layout della zonaoperativa. Il focus è il pensile unico che contiene cappa e gocciolatoio,sospeso al di sopra del piano di lavoro e parzialmente incorniciato dallacolonna del forno. 


Il risultato è una composizione armonica, ricercata proprioperché la cucina è inserita nell’area living. Nel controsoffitto sono incassaticinque faretti.Per la camera da lettoè stato scelto un tono del blu tendente al verde, intenso e distensivo,applicato solo alla parete del letto.La casa è tuttacontrosoffittata in cartongesso, tranne in camera da letto, dove sono statepreservate, almeno in parte, le cornici in gesso originarie, più evidentinell’immagine successiva. In questo ambiente è stato costruito un tramezzoin muratura per realizzare la cabina armadio. 


La parete realizzata hacomportato l’interruzione della cornice in gesso originaria del soffitto.Questa interruzione è stata volutamente lasciata a vista come testimonianza delpassato dell’appartamento.Il pannello scorrevolein grigio scuro, visibile a sinistra, dà accesso alla cabina armadio.Sul soffitto, le cornici originarieOltre alla pareterealizzata per la cabina armadio, un altro elemento in muratura è statorealizzato per trasformare la nicchia dell’ingresso in una piccola lavanderia. 


L’intervento è visibile confrontando le piante del "prima" e del "dopo" lavori,in cui si nota anche l’abbattimento della parete della cucina, che ha creato ilgrande spazio aperto, con doppio affaccio, desiderato dal committente: ora laluce dalle due finestre inonda tutto l’ambiente.L’intervento piùprofondo di tutta la ristrutturazione ha riguardato il bagno, in cui la docciaera improvvisata e scomoda e lo stile era trascurato e datato. 


Pavimento: PatchworkBlack and White di Ceramica Sant’Agostino; rivestimento parete: Metal LookLight Iron di Marazzi; piatto doccia: Strada di Ideal Standard; sanitari elavabo: Ceramica Globo; rubinetteria: Ideal StandardL’impianto idrico di tutta la casa è statorifatto e questo intervento si è tradotto nello spostamento della doccia sulfondo, avendo cura di installare una porta in cristallo trasparente per lasciarentrare la luce naturale dalla finestra. Il piatto doccia è in resina ed è stato tagliatosu misura, in opera. 


Gabinetto e bidet sono stati affiancati, la nicchia in cuisi trovava la vasca è stata alzata di circa 20 cm, inserendo una putrella inacciaio per non creare scompensi strutturali.Il lavabo poggia su un cassetto in laminatogrigio, con apertura a gola.Nel complesso laristrutturazione ha centrato l’obiettivo di ottenere una casa confortevole edallo stile contemporaneo. 


La luce circola liberamente nel grande open space ei colori scandiscono gli spazi.Infine, i pochi ma mirati interventi in muraturahanno reso il tutto più funzionale, realizzando i desideri del committente.   

26/07/2019, 14:22



Palazzo-di-Fuoco,-la-porta-di-Nolo
Palazzo-di-Fuoco,-la-porta-di-Nolo
Palazzo-di-Fuoco,-la-porta-di-Nolo


 In questi mesi stiamo vedendo la ristrutturazione del l’iconico palazzo in Piazzale Loreto progettato da Giulio Minoletti nel 1958 e ora con un restyling di GBPA Architects



Quella facciata incastonata tra viale Monza e via Padova tornerà a splendere. Con un’operazione che punta a traghettarlo nel futuro, senza stravolgimenti, per lo meno esterni. E la speranza è che possa essere la scintilla per l’intera riqualificazione della zona dicono dallo studio GBPA Architects.
Io ho ridefinito personalmente Palazzo di fuoco in "la Porta di Nolo" in quanto attraversando piazzale Loreto, è il primo palazzo che ci accoglie in viale Monza e in via Padova. Per via della posizione strategica è anche visibile da Porta Venezia in quanto si trova al capo opposto di corso Buenos Aires.
L’amministrazione comunale ha lanciato una gara di progettazione per ridisegnare la piazza, un luogo che è carico di storia, ma al tempo stesso è anche uno snodo veicolare importante a due passi dal centro. Tutto questo, dicono da Palazzo Marino, avverrà poi con l’approvazione del nuovo PGT (che dovrebbe avvenire entro fine 2019) e che detterà i passi della Milano da qui al 2030.
Le linee del palazzo resteranno quelle tracciate sessant’anni fa da Minoletti e Chiodi. «La nostra scelta progettuale, spiegano gli architetti di GBPA, è caratterizzata dalla volontà di preservare quanto più possibile l’idea originale e l’unità d’immagine dell’edificio». Saranno cambiati gli infissi in acciaio, così come gli elementi in vetro. Ma il disegno della facciata che domina il piazzale sarà preservato, con la scansione regolare dei montanti verticali e orizzontali delle oltre 600 finestre. «L’anima dell’edifico resterà: renderemo però le forme compatibili con i nostri tempi e le attuali tecnologie». Non si potrà però accentuare l’aspetto «comunicativo» che aveva contraddistinto il «Palazzo di fuoco»: «La facciata tornerà a comunicare alla città le informazioni di base come l’ora e la temperatura attraverso una serie di led integrati», ma non sarà trasformata in un mastodontico led wall»
Da via Padova si affaccerà l’ingresso principale: oltre ai negozi, una grande piazza con copertura vetrata per garantire «trasparenza» e «permeabilità», animata da acqua e verde. Può essere, e credo proprio lo sarà, un’occasione per valorizzare questa via e tutto il quartiere che già da tempo, proprio partendo dal basso sta muovendo i passi per una riqualificazione degna di quartieri blasonati di Milano. Non nascondo che ho personalmente ho sempre creduto molto in Nolo, lo dimostra anche il grandissimo quantitativo di clienti e di progetti che abbiamo realizzato in 5 anni a Nolo, lo ho contati e abbiamo ristrutturato più di 70 appartamenti dal 2015 ad oggi!
Il nuovo «Palazzo di fuoco» sarà pronto per i primi mesi dell’anno prossimo e noi non vediamo l’ora!




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